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Perché agli italiani piace un padrone

Questo è quello che si chiede Corrado Augias, nel suo ultimo libro dal titolo “Il disagio della libertà”

Il libro, ricco di spunti da approfondire fa risalire molto indietro nel tempo quello che definirei “il disagio dell’italianità”, da uomo erudito qual è parte dalla letteratura:  Dante e Guiccardini, Macchiavelli, continua con la filosofia di Spinoza di J. S. Mill (di cui dimentica fu un fautore del voto alle donne)  e naturalmente essendosi “specializzato” sulla la chiesa di Roma, sostanzialmente non dice nulla di nuovo che qualsiasi persona con un buon bagaglio di letture e interesse verso ciò che lo circonda, non abbia pensato.

Quel che è fastidioso nel leggerlo è, come sempre, l’assoluta mancanza di figure femminili, tranne la Vergine Maria e ad un certo punto la Grande Madre, tirata fuori dal cilindro per addossare, sembra, alla venerabile e grassoccia signora mediterranea la complicità di una totale mancanza di etica e morale nel nostro Paese.

Per il resto questo  è un Paese fatto da uomini, per uomini, non ci sono forse  più campi da calcio che asili nido, che pure non sono di esclusiva “competenza” femminile, dato che i figli fino a prova contraria si fanno in due.

Ma le donne, pur non avendo nessuna voce “positiva” in capitolo, hanno e hanno avuto la colpa di essere troppo comprensive con i figli maschi. Tutto vero, ma nessuna parola spesa sul sistema fortemente patriarcale e maschilista di questa Italia.

Il bisogno del padrone è più una necessità maschile in cui identificarsi, che non il bisogno reale di tutti e tutte le persone che abitano questo Paese. Sono gli uomini che prima si sono identificati nella mascella squadrata di Mussolini e poi nelle barzellette sconce di Berlusconi; le donne hanno certo dato il loro contributo, ma come mai Augias non si chiede  come mai le donne italiane abbiano avuto accesso al voto solo nel 1946, perché l’istruzione sia stata appannaggio maschile fino a non troppi anni fa, perché il delitto d’onore sia scomparso dal codice penale solo negli anni ’80 del secolo scorso e tantissime altre domande, che non solo elude, ma che, cosa assai più grave non si pone.

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